Rimani in contatto con me.

Iscriviti.

Il gruppo come fonte di autosviluppo

La forza del gruppo … niente da dire, niente da fare, è così e basta. Ogni volta che la vedo in faccia ogni volta che mi la trovo davanti, che la scopro, che la sento, rimango meravigliata! Arriva anche quando non ci fai caso, o forse è li sempre presente, potenzialmente sfruttabile ma tante volte, la dimentichiamo, la confondiamo e persino la ignoriamo.

Ho da tempo questa consapevolezza; è arrivata quando ero molto giovane, quando con i miei gruppi crescevo, intuivo già che nel gruppo le mie potenzialità venivano raddoppiate cosi come quelle degli altri. Successivamente, lungo tutta la mia vita e la mia professione, ho potuto osservare con dettaglio, descrivere le dinamiche, raccontarle, interpretare, cercando significati e sensi possibili di questa forza invisibile che nasce e si trasforma, si evolve, si arricchisce, si completa nel gruppo.

I nostri talenti si potenziano quando incontrano altri talenti. Sono quasi sempre gli altri a scoprirli, a notarli, a richiamarli all’azione. Un senso profondo di soggettività nella pluralità. Imparo sempre di più e vedo come si evolve la cultura del gruppo. Oggi non ne possiamo fare a meno nelle organizzazioni, anzi si cerca di attivare in tutti i modi le dinamiche positive, imparare a gestire costruttivamente il conflitto, valorizzare la diversità, potenziare la capacità di prendere decisioni e di portarle a termine, raggiungere il risultato nel miglior modo possibile, creare una vera sinergia, riuscire a condividere pienamente l’obiettivo coinvolgendo tutte le persone nelle singole parti, facendo leva essenzialmente proprio nella forza del gruppo che tutti abbiamo esperimentato.

Pochissime persone che lavorano da sole ottengono risultati importanti, alcuni pochi artisti, alcuni grandi scienziati e pochi grandi atleti. La maggior parte delle persone lavorano con altri e sono efficaci con altre persone. Per questo, è necessario prendersi la responsabilità dei rapporti con gli altri e imparare a lavorare in gruppo, per ottenere insieme dei risultati che da soli non riusciremo ad ottenere.

Questo presuppone due aspetti: il primo è quello di accettare il fatto che gli altri sono individui come te e questo significa che anche loro hanno i loro punti di forza, i loro modi di fare le cose, e i loro valori, con cui dovrai imparare a confrontarti. Essere capaci insieme di osservare, riconoscere e valorizzare i punti di forza di tutti; discutere e decidere come si vogliono fare le cose per dividere i compiti e le attività e che ognuno possa lavorare nel modo che gli riesce meglio e facendo quello che meglio sa fare e poi, è essenziale che siano definiti insieme i valori condivisi che guidano l’azione del singolo e del gruppo.

Come ti senti rispetto al tuo modo di essere nel gruppo? Pensa ai gruppi ai quali appartieni: al lavoro, a casa, con gli amici, gruppi sportivi, gruppi nati da interessi comuni, gruppi permanenti o sporadici, gruppi di cui hai fatto parte in passato o gruppi con cui ti confronti oggi… Pensi che questa possa essere questa un’area dove rafforzare il tuo modo di rapportarti con gli altri? Non sono i singoli individui ma le situazioni di pluralità che ti mettono ansia e che magari ti fanno diventare meno comunicativo? Riflettici sopra e scrivimi; se qualcosa che hai letto di queste riflessioni ti ha colpito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *